L'orologio del campanile di Sant' Andrea
- Dettagli
- Pubblicato Lunedì, 08 Agosto 2011 11:23
- Visite: 245
Sull'Astrario di Giovanni Dondi dall'Orologio
DONDI E L'OROLOGIO DELLA TORRE DI S. ANDREA IN CHIOGGIA
di Aldo Bullo
Se vi recate a Chioggia, non perdete l’occasione di salire sulla millenaria Torre di S. Andrea per godervi la visione del panorama, e soprattutto per vedere, ancora funzionante, uno degli orologi più antichi del mondo, se non il più antico. A quel tempo le persone più interessate alla misurazione del tempo erano gli astronomi, o meglio gli astrologi, per l’esatta conoscenza dell’ora della levata del sole necessaria per gli oroscopi. La storia dell’orologio è stata però alla base, come sappiamo, dell’astronomia di posizione e della misurazione della longitudine geografica.
L'antico quadrante biancoazzurro posto sulla Torre funziona ormai da qualche decennio con un apparato elettrico. L'originale antica macchina, databile a oltre 620 anni fa, che ho rimesso in funzione dopo una delicata e accurata pulizia, si trova al quinto piano della torre. È stato anche riprodotto il quadrante esterno e i visitatori possono vedere il funzionamento completo di un orologio medioevale di rilevante valore storico, la cui origine si intreccia con la storia della celebre famiglia Dondi.
Il primo documento che possediamo porta la data del 26 febbraio 1386. Vi si legge di spese sostenute per un orologio che Pietro Boça sta "studendo", cioè sistemando o riparando. In quell'anno è ancora vivo Giovanni Dondi e in città abita Catarina Borato, vedova di Gabriele Dondi, fratello di Giovanni.
Come è noto, i Dondi nel 1344-45 si trasferiscono da Chioggia a Padova per installare nella Reggia Carrarese il celebre orologio astronomico, distrutto in un incendio nel 1390 e poi sostituito da un altro costruito intorno al 1430 secondo un disegno fornito da Novello, discendente dai Dondi. La complessità della costruzione di un orologio astronomico (indicante la posizione del sole nello zodiaco e le fasi della luna) è tanto complessa che i Dondi la avranno "padroneggiata" sulla base di esperienze acquisite su orologi comuni. Infatti nel suo libro, Tractatus Astrarii, Giovanni Dondi presuppone come semplice il lavoro della costruzione di un orologio, e descrive le lavorazioni meccaniche della costruzione del suo Astrario in modo così accurato e meticoloso, da rivelare una applicazione personale come artigiano, benché non sia da escludere anche il supporto di aiutanti fabbri.
Sebbene non ci siano documenti che in modo inconfutabile attribuiscano ai Dondi l’orologio di Chioggia, siamo propensi a ritenerlo una loro opera, sia per gli altri orologi da loro costruiti, sia per la fama che aveva questa famiglia nel campo dell’astronomia, sia per il loro impegno nelle attività tecniche e industriali. Basti pensare che possedevano dei mulini ed avevano l'autorizzazione dei da Carrara di estrarre il sale dalle acque dei Colli Euganei. In secondo luogo ci sono alcuni elementi meccanici caratteristici che, anche se sembrano insignificanti, richiamano un modo di lavorare molto personalizzato. Infine non vanno sottovalutati i legami che i Dondi hanno sempre avuto con la città lagunare. Tuttavia non ci sono documenti che in modo inconfutabile attribuiscano ai Dondi l'orologio di Chioggia, o un altro specifico orologio all'infuori di quello di Padova e dell'Astrario.
L'OROLOGIO Come si vede dal disegno schematico l'orologio è alquanto elementare. Precisiamo subito che il pendolo è stato applicato nella seconda metà del '700. Per non complicare la nostra spiegazione del funzionamento, non è stata disegnata la parte meccanica relativa ai rotismi per il suono delle ore.
Quadrante. L' antico quadrante ha 24 ore suddivise da I a XII e di nuovo da I a XII per ordine di Toaldo nel 1789.
Lancetta. E' presente una sola lancetta che fuoriesce dalla raggiera del Sole che sta al centro. La lancetta gira sul quadrante una sola volta in un giorno.
Peso. Il moto all'orologio è dato dal peso, che per forza di gravità scende verso il basso facendo ruotare il rocchetto, a cui sono solidali e coassiali: a destra, il pignone e i rotismi preposti a dare la lettura del tempo; a sinistra, la ruota e i rotismi preposti a dare la scansione del tempo.
Lettura del tempo. L' asse della lancetta è coassiale alla ruota di 120 denti, che nella parte alta si gira verso destra e compie un giro completo in un giorno. Il pignone che sta sotto ha 15 denti e compirà 8 giri (120:15=8).
Scansione del tempo. Il meccanismo che sta a sinistra del rocchetto è calcolato per scandire il tempo in modo che il rocchetto si giri 8 volte al giorno consentendo alla lancetta di fare un giro completo al giorno
.
Ruota Magistra. A sinistra del rocchetto che porta il peso abbiamo la ruota di 150 denti che girerà anch'essa 8 volte, "sviluppando" 1200 denti, che faranno compiere ben 100 giri al piccolo pignone di 12 denti.
Ruota Seconda. Il pignone di 12 denti è coassiale alla ruota che ha 60 denti e la fa girare anch'essa 100 volte, con uno "sviluppo" di 6.000 denti.
Ruota Scappamento. La ruota precedente fa girare 1000 volte il piccolo pignone di 6 denti, che a sua volta fa girare 1000 volte la ruota dello scappamento che ha 32 denti, con uno "sviluppo" di 32.000 denti.
Ancoretta. Il suo movimento di "va e vieni" determina la precisione di un orologio, frenando o accelerando il passaggio di un dente della ruota dello scappamento. Nel medioevo era una verga, cioè come un diametro con un "plettro" nelle due estremità, posizionato davanti alla ruota, e frenava un dente nella parte alta e dopo un dente nella parte bassa.
Avendo nell'arco di un giorno 86400 secondi, e dovendo muovere 32.000 denti, si fa in modo che l'ancoretta lasci passare un dente per volta ogni 2,7 secondi. Infatti abbiamo:
sec/giorno denti/giorno secondi/dente
86.400 : 32.000 = 2,7
Pendolo. (Modifica introdotta a metà '700). A questo punto si deve regolare il pendolo, in modo che una oscillazione duri 2,7 secondi. Ecco le formule:
Nel nostro caso usiamo la prima formula. Poiché conosciamo già il valore del tempo e cerchiamo la lunghezza del pendolo, avremo:
Lpendolo = 9,8 * (2,72 : 6,28 2) = metri 1,811
Nota conclusiva Con un po' di pazienza spero siate riusciti a seguire il funzionamento dell'orologio, che ci lascia sempre un po' sgomenti, abituati come siamo a sottovalutare la scienza dei secoli del medioevo. Ma quello che vi sorprenderà maggiormente, se verrete a Chioggia, sarà il movimento dei rotismi per il suono delle ore. Una cosa straordinaria, una ingegnosità da rimanere a bocca aperta o da far venire la "pelle d'oca" come è accaduto ad un mio amico ingegnere elettronico.
Questo articolo è apparso nel BOLLETTINO del GRUPPO ASTROFILI DI PADOVA, n. 32 (2006)





